Eresia della felicitÓ-2012

affresco non-scuola per Vladimir Majakovskij



Alle Albe piace peregrinare. E seminare. Dopo tanti “arrevuoti” e “capusutte” in giro per il sud dell’Italia, da Scampia a Mazara del Vallo a Lamezia Terme, la proposta della Fondazione di Venezia di una non-scuola nel nord-est ci ha subito catturati. Forse per l’eco antica che lega due città d’acqua come Venezia e Ravenna. Forse perché certi adolescenti del nord mi commuovono particolarmente, con quel loro trincerarsi nel silenzio, nello sguardo duro e fragile, nella muraglia difensiva che erigono tra sé e gli altri. E poi certamente perché, come Albe, non possiamo che continuare ad alternare le nostre produzioni, le nostre “monadi”, con il confronto “corale” che ci permette la non-scuola, radicata da vent’anni a Ravenna e peregrinante in questo inizio di millennio. Gli adolescenti sono per la non-scuola i “molti”, la possibilità di spezzare la condanna dell’isolamento. I molti sono una particolare forma di ebbrezza. I molti sono una libertà raramente concessa al teatro contemporaneo. I molti sono l’anarchia possibile, imprevista, la sorpresa che rompe il disegno registico. I molti restituiscono senso alla regia, sanno come metterla in riga, la regia, che altro non è che lasciar spazio all’inatteso. I molti sono il plotone che gioioso si sottomette a se stesso, felicità dell’essere coro, non solo riuniti con l’altro, ma addirittura uno con esso. I molti cantano e danzano, pestano e strepitano, schiamazzo di ranocchi mascherati. I molti definiscono un cerchio dove lo schiavo diventa libero, dove s’infrangono le rigide, ostili delimitazioni che la necessità, l’arbitrio e la moda sfacciata hanno stabilite tra i viventi.

I molti sono qui a Venezia la bellezza del Majakovskij di Mistero buffo, una favola sul diluvio che sommerge l’umanità e sulla necessità di trovare vie di uscita alla catastrofe: vivono tra la terraferma e il centro storico, i “nuovi italiani” venuti dalla Moldavia e dal Marocco e da tanti altri paesi, e giocano qui insieme ai veneziani doc. Sanno che il diluvio è già arrivato e preparano le loro barche per salvarsi, scialuppe leggere e poetiche, disciplinate e scatenate allo stesso tempo, armate di umorismo e allegria, capaci di affrontare a viso aperto il futuro che ci attende.

Marco Martinelli


Prima nazionale Teatro Aurora, Marghera

Rassegna stampa

Eresia della felicità a Venezia
Direzione: Marco Martinelli. Guide: Roberto Magnani, Laura Redaelli. Luci e fonica: David Casagrande, Giovanni Milanese, Fagio (Luca Fagioli). Documentazione Video: Alessandro Renda, Francesco Tedde. Foto di scena: Marco Zanin. Coordinamento: Cristina Palumbo. Organizzazione: Nicola Angelillis, Valentina Bortoli, Stefania Lora. Ufficio stampa: Rosalba Ruggeri, Filomena Spolaor. Produzione: Euterpe Venezia, Fondazione Venezia. In collaborazione con: Liceo Classico Marco Polo Venezia, Istituti Edison-Volta-Luzzatti-Gramsci Mestre, Municipalità Chirignago - Zelarino - Servizio Sociale, Questa Nave Teatro Aurora Marghera.

Coro di adolescenti: George Aghimien; Cosmina Andrici; Fosca Bellon; Margherita Bernardi; Jennifer Bernardini; Jiko Bhuiyan; Filippo Boscolo; Sofia Busato; Marta Busetto; Sebastiano Cognolato; Lorenzo Croce; Zeno Dal Carlo; Emma De Felice; Debora De Souza; Beatrice Delli Guanti; Irene Di Buono; Asia Donadel; Vajit Durak; Ayoub El Hari; Maria Elisabetta Fabris; Davide Falcomaro; Emilio Ferruzzi; Gianluca Girotto; Damiano Grosoli; Giovanna Guadagnin; Matilde Guerra; Dan Iachimovschi; Lilia Longo; Chiara Milan; Bajram Murati; Gregorio Pandolfo; Andrei Pasecinic; Violetta Perini; Erika Quintavalle; Alin Rosca; Alice Salvato; Nicolò Schiavon; Kevin Saitovski; Nina Semenzato; Eleonora Stevanato; Giorgio Torsello; Ida Maria Tuia Fornasiero; Anna Vlasenco; Andrea Vianello; Giacomo Vianello; Snizhana Zhurenko e Elisa Arcudi; Chiara Aronne; Marius Banita; Martina Cesco; Leonardo Da Villa; Adil El Amber; Michele Femio; Alvise Lazzaro; Manuel Milioli; Albulena Samadraxha; Filippo Semenzato; Maddalena Simion; Marco Simionato.