Santarcangelo 2009-2011


direzione artistica Chiara Guidi, Enrico Casagrande, Ermanna Montanari
coordinamento critico-organizzativo Silvia Bottiroli, Rodolfo Sacchettini, Cristina Ventrucci


Tre artisti per un'idea di teatro

Il Festival di Santarcangelo vede avviarsi il progetto triennale “Santarcangelo 2009-2011”, che sviluppa una direzione artistica composta da Chiara Guidi/Socìetas Raffaello Sanzio, Enrico Casagrande/Motus e Ermanna Montanari/Teatro delle Albe. Il progetto - nato da una sollecitazione dell’antropologo teatrale Piergiorgio Giacchè e promosso dal presidente uscente Sandro Pascucci (Il ruolo di presidente dell’Associazione Santarcangelo dei Teatri è ricoperto dall’ottobre 2008 da Giuseppe Chicchi) - mette in atto un vero e proprio movimento corale e vede il nascere di un nucleo allargato nel quale si intrecciano la vocazione visionaria, quella teorica e quella organizzativa come in un unico corpo fondante per il teatro: ad affiancare nell’intero triennio il lavoro dei tre direttori figura infatti un coordinamento critico organizzativo composto da Silvia Bottiroli, Rodolfo Sacchettini e Cristina Ventrucci che assumerà la regia organizzativa e sarà le sponda teorica del progetto. Nell’arco dei tre anni - all’interno di una condivisione d’intenti politico-culturali e con un’articolazione del tutto inedita per il nostro paese - prenderanno forma con autonomia le differenti scelte artistiche. Il segno portato al Festival dai gruppi teatrali cui i tre direttori appartengono porta la riflessione su un nodo di teatro e vita prima ancora che sui dettagli di programma e su vocazioni artistiche che si sono sempre spinte oltre il percorso di costruzione delle singole opere. Il progetto infatti, mentre prevede la partecipazione delle compagnie sul piano laboratoriale, ne esclude il coinvolgimento su quello produttivo, facendo così del Festival il territorio in cui sviluppare con altri strumenti e visioni le singole vie di ricerca artistica, e in cui costruire una drammaturgia di eventi diversi, una sorta di festival-opera, ricco di commissioni e inediti.


Un laboratorio triennale
Il progetto triennale mette a fuoco una forte istanza di ricerca declinata anche sul piano laboratoriale. La necessità di porsi come luogo di ricerca permanente fortemente caratterizzato dalla “praticità del fare”, con un respiro che oltrepassa lo svolgersi dei singoli Festival, ha portato all’istituzione di un bando per un ciclo di residenze formative: verrà data l’opportunità a giovani gruppi italiani e stranieri di realizzare un periodo di prove negli spazi del Festival durante i mesi che precedono la manifestazione e di confrontarsi in maniera approfondita con i tre artisti-direttori. L’iniziativa è finalizzata al confronto e alla crescita dei percorsi artistici individuati e si rivolge a coloro che hanno già messo a fuoco una “partenza”, per sottolineare un metodo che non impone una visione o una tecnica fissate, ma che si modula in termini di reciprocità.


Il vecchio sogno di un nuovo teatro
Nella prospettiva di un maggiore radicamento territoriale si pone anche la questione degli spazi. Uno degli obiettivi strutturali di questo progetto è quello di individuare nei pressi di Santarcangelo uno spazio capace di sopperire a una cronica mancanza e di sostenere progetti articolati e complessi. Non si pensa di creare dal nulla una sala teatrale, ma di rintracciare uno spazio abbandonato e di riconvertirlo in spazio per il teatro, come ulteriore cuore del Festival e come segno di un profondo rilancio, con un respiro che intende oltrepassare i tre anni in questione. Si ritiene fondamentale inoltre creare luoghi di condivisione e di convivialità allo scopo di consentire lo scambio fra artisti, pubblico, critici e organizzatori, per facilitare le relazioni sia di conoscenza che di lavoro. Allo stesso modo, saranno individuati alloggi suppletivi per il “popolo” del Festival che permettano anche alle fasce di pubblico più giovane e meno abbiente di pernottare a Santarcangelo e vivere appieno l’esperienza-festival.


Le connessioni
Oltre a un radicamento effettivo sul territorio (fatto di lavoro sugli spazi, collaborazioni, relazione con il pubblico), “Santarcangelo 2009-2011” svilupperà un’autentica dimensione internazionale, che a suo modo deve arrivare a costituire nel tempo un’altra forma di “radicamento” per un Festival che non può limitarsi solo all’ambito locale o nazionale. Tenere insieme le due dimensioni (un movimento di andata-e-ritorno all’Europa e oltre, che nutre una stretta relazione con produttori stranieri, ma che mai ha rinunciato ad avere una forte ricaduta in Romagna) è d’altronde quanto i tre gruppi fanno da sempre e una dinamica non dissimile
verrà messa in atto anche per il Festival, misurandosi in maniera sistematica con un panorama artistico internazionale e mettendosi a confronto specificamente con altri programmatori, critici e artisti.


Santarcangelo 2009 - Chiara Guidi/Socìetas Raffaello Sanzio
Il primo Festival del progetto concentrerà la propria ricerca sulla congiunzione tra teatro e musica attraversando un’idea di voce come suono e come luogo della visione, dove la parola e il discorso cedono il passo all’armonia sonora che i timbri e i toni manifestano. È un ricercare i nodi teatrali nella musica e le chiavi musicali nel teatro, incontrando il concetto di voce come spazio comunicativo unificante, che precede le codifiche verbali, che accomuna uomo e animale, e che risuona nella notte dei tempi illuminando il paesaggio. A quest’idea sarà consegnata l’emozione del teatro, e la forza di un’esperienza dello sguardo che sospende il capire per lasciar agire il sentire. La direzione artistica di Chiara Guidi/Socìetas Raffaello Sanzio, oltre all’affiancamento teorico di Silvia Bottiroli, si avvarrà della collaborazione di Massimo Simonini, direttore del Festival musicale AngelicA di Bologna.


Santarcangelo 2010 - Enrico Casagrande/Motus
Il secondo Festival sarà animato da una tensione a tutto campo, e in differenti ambiti espressivi, verso la traduzione/trascrizione in forma artistica di domande, contraddizioni, conflitti politici e sociali. Anche il teatro può, e deve, contribuire a dare nuovo spessore all’immaginario, a rompere le cappe dell’omologazione. E il Festival guarderà “alla realtà” come serbatoio, punto di partenza per raccontare e raccontarsi. In quali modi costruire opere che sappiano dialogare e contrapporsi alla velocità, alla ferocia, al consumo tracimante dei tempi in cui viviamo? Come riesce il teatro a farsi partitura di emergenza, risposta etico-estetica alle durezze del presente? A essere occhio gettato all’esterno, in movimento verso un “aperto”? Che domande porre ai meccanismi della rappresentazione, alle logiche dello spettacolo dal vivo, al ruolo dello spettatore? Si tratterà di un Festival - ideato da Enrico Casagrande/Motus con Rodolfo Sacchettini - fatto di progetti “estremi”, fuori formato, progetti specifici e ibridi nei quali il luogo di rappresentazione diventi elemento fondante.


Santarcangelo 2011 - Ermanna Montanari/Teatro delle Albe
Il terzo Festival svilupperà diverse linee al centro delle quali si situa la selvatichezza dell’attore: l’attore come fragilità costitutiva del teatro, scheletro e margine della scena. E si porrà l’inquietante quesito dell’attore “disprezzato”, il suo essere stonato in un mondo sottomesso al gigantismo tecnologico dei media. Proprio perché questa parola sa di vecchio e stantio essa ci interroga prepotente, dal fondo della sua attualità perenne, come il rigore anarchico della sua voce. Voce che non è solo un’esperienza sensoriale e soggettiva, bensì un mondo con una sua interezza, materia che ci trascende. Un ponte privilegiato del legame tra conscio e inconscio. Un “venire fuori”, un manifestarsi dell’essere nella sua mostruosità, nel suo pudore, nella sua indecifrabile sessualità. Si snoderanno, tra gli altri, percorsi nella “voce-poesia”, nelle “lingue utopiche”, nella “voce cruda” che genera la parola. 
Ermanna Montanari/Teatro delle Albe si avvarrà dell’affiancamento teorico di Cristina Ventrucci.


Per maggiori informazioni: www.santarcangelofestival.com