Ouverture Alcina

Alcina: Ermanna Montanari
musica: Luigi Ceccarelli
testo: Nevio Spadoni
spazio e luci: Marco Martinelli
tecnica: Luca Fagioli
produzione: Ravenna Teatro
Prima nazionale Magfest, Pescara, 5 aprile 2009
Rassegna stampa (originale, file pdf 1094 Kb)Rassegna stampa (solo testo, file pdf 56 Kb)Foto ad alta risoluzione (file zip 6061 Kb)CalendarioOuverture Alcina è una performance vocale intorno alla figura della maga ariostesca. E’ il combattimento tra la potenza della voce e quella della musica, un’alchimia profonda e sorprendente che disegna la figura della “maga” ferita d’amore nella sua immobilità iconica. Nessuna azione, nessuno spettacolo, solo un fantasma che grida un dolore immedicabile. Un “canto” in dialetto romagnolo, lingua “ultralocale”, che fa della propria incomunicabilità un punto di forza, musica oggettiva. Come una misteriosa lapide.
TRA PAROLA E MUSICA
Ermanna Montanari, molto più che attrice, è una straordinaria vocalista, capace di trasformare la parola in musica come raramente capita di ascoltare. E’ grazie a questo tipo di interprete che la musica occidentale ha oggi rinnovato l’espressione della vocalità umana intraprendendo una strada cha va oltre l’arte vocale per eccellenza: il canto lirico. Il linguaggio parlato è più ricco di suoni, e l’inflessione della parola può avere sfumature più ricche di una melodia cantata sulle sette o sulle dodici note. E in questo la tecnologia elettronica ha dato un contributo fondamentale con la possibilità di amplificare anche il minimo bisbiglio. Questa non è soltanto una considerazione soggettiva, ma una tendenza della musica contemporanea fin dal Pierrot Lunare di Shoenberg all’inizio del ‘900. E oggi la vocalità musicale si è finalmente liberata dal melodramma ottocentesco, per farsi oggetto sonoro ricco e cangiante, al pari delle sonorità degli strumenti musicali di oggi. La mia collaborazione con Ermanna Montanari è incominciata attraverso gli spettacoli del Teatro delle Albe, che coraggiosamente ha accettato la fusione tra la mia musica materica e la sua ricerca sul linguaggio teatrale. La voce di Ermanna mi si è rivelata subito come il punto di contatto ideale tra questi due mondi apparentemente lontani. Ouverture Alcina rivela quanto una personalità come Ermanna possa trovare una propria via per arrivare ad un risultato di grande emozionalità, interpretando gli aspri versi in dialetto romagnolo di Nevio Spadoni, costruiti a partire dalla figura della maga presente nell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto, dopo un lungo lavoro comune fatto di prove e sperimentazioni. L’idea che sottende il lavoro è quella che la costruzione di un’opera è la sintesi tra parola e musica, dove ognuna delle singole componenti, pur mantenendo il valore insito nel proprio linguaggio, si integra nell’altra in completa sinergia.
Luigi Ceccarelli