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DON CHISCIOTTE AD ARDERE

opera in fieri 2023


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ideazione, direzione artistica e regia Marco Martinelli e Ermanna Montanari
 
in scena Ermanna Montanari, Marco Martinelli, Alessandro Argnani, Roberto Magnani, Laura Redaelli, Marco Saccomandi, Fagio e le cittadine e i cittadini della Chiamata Pubblica
guide Cinzia Baccinelli, Alice Billò, Vittoria Nicita, Marco Sciotto, Anna-Lou Toudjian



musiche
Leda commissione di Ravenna Festival
Serena Abrami voce/synth
Enrico Vitali chitarre
Fabrizio Baioni e Paolo Baioni batteria/impulsi e segnali metallici
Giorgio Baioni basso
 
sound design Marco Olivieri
spazio scenico Ludovica Diomedi, Elisa Gelmi, Matilde Grossi
disegno dal vivo Stefano Ricci
costumi Federica Famà, Flavia Ruggeri
disegno luci Luca Pagliano, Marcello Maggiori
direzione tecnica Luca Pagliano, Alessandro Pippo Bonoli e Fagio
tecnici luci Luca Pagliano, Marcello Maggiori
tecnico audio Fagio
realizzazione scene e allestimento squadra tecnica del Teatro delle Albe/Ravenna Teatro Alessandro Pippo Bonoli, Paolo Baldini, Fabio Ceroni, Fagio, Enrico Isola, Marcello Maggiori, Luca Pagliano, Lorenzo Parisi e con Antonio Barbadoro, Matteo Gambi Danilo Maniscalco, Francesco Orefice
sartoria Agorà, A.N.G.E.L.O.
responsabili produzione Silvia Pagliano, Serena Cenerelli
organizzazione e promozione Teatro delle Albe/Ravenna Teatro Gabriella Birardi Mazzone, Federica Ferruzzi, Veronica Gennari, Marcella Nonni, Maria Chiara Parmiani, Roberta Staffa, Francesca Venturi e con Sophia Cocozza, Gaia Dirani, Francesca Pupilli, Veronica Sandroni, Melania Bonacquisto, Chiara Maroncelli, Stefania Nanni, Monica Randi, Carlo De Leonardo, Sara Maioli, William Rossano
grafica Stefano Ricci
cura incontri tra teatro e cinema Rosalba Ruggeri

coproduzione Teatro delle Albe/Ravenna Teatro e
Ravenna Festival/Teatro Alighieri
con il contributo del MiC Progetti Speciali

media partner FILM TV

 



Video

È con un nuovo progetto triennale che Ermanna Montanari e Marco Martinelli inaugurano il loro Cantiere Malagola: raccogliendo da una parte l’eredità importante del Cantiere Dante e dall’altra sottolineando una forte relazione con il Centro di ricerca vocale e sonora fondato e diretto proprio da Montanari insieme a Enrico Pitozzi.
E rovesciando i termini della narrazione. Perché partendo dal castello incantato per poi arrivare alla locanda, mettono in luce il dubbio, la ferita, che Cervantes ci pone sulla relazione articolata tra realtà e sogno, che ci spinge a interrogarci profondamente, e ci indica di tenere vigile l’attenzione sul sogno, sui desideri infiniti. Un prima “anta”, che attraverso cui compiere un viaggio onirico, misterioso, individuale – come nei Misteri Eleusini, un percorso vocale e sonoro.




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