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film "Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi"

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film ASSK


fotografia Marco Parollo


scritto e diretto da Marco Martinelli

 

Film riconosciuto di interesse culturale dal Ministero per i beni e le attività culturali - Direzione generale Cinema
con il sostegno della Regione Emilia Romagna - Film Commission
con il patrocinio di Amnesty International Italia e dell’Associazione per l'Amicizia Italia Birmania Giuseppe Malpeli
con il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna - Unipol Gruppo Finanziario S.p.A.
CMC - Cooperativa Muratori e Cementisti

 

prodotto da Teatro delle Albe - Ravenna Teatro
coproduzione StartCinema

 

con
Ermanna Montanari
Elio De Capitani e l’amichevole partecipazione di Sonia Bergamasco
Roberto Magnani
Vincenzo Nemolato e Christian Giroso nella parte dei “Moustache Brothers”

 

e per la prima volta sullo schermo le giovani attrici
Ippolita Ginevra Santandrea, Sara Briccolani, Alessandra Brusi, Catalina Burioli, Olimpia Isola, Benedetta Velotti

 

direttore della fotografia Pasquale Mari
scenografia Edoardo Sanchi
montaggio Natalie Cristiani
supervisione al montaggio Jacopo Quadri

musiche Luigi Ceccarelli
sound design Maurizio Argentieri

 

distribuito da RUNNING TV
ufficio Stampa Studio Alfa/ Lorenza Somogyi Bianchi

 

RASSEGNA STAMPA

INTERVISTA A MARCO MARTINELLI (cinematografo.it) 

Anteprima mondiale 17 giugno, Biografilm Festival 2017, Bologna

 

Tratto dall’omonimo spettacolo teatrale del Teatro delle Albe - Ravenna Teatro, Centro di produzione, scritto e diretto da Marco Martinelli,quattro volte premio Ubu per la drammaturgia e la regia, interpretato da Ermanna Montanari, premio Eleonora Duse 2013, il film “Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi”, non ne è la sola trasposizione cinematografica, ma ne ridisegna i confini, in un originale e contemporaneo immaginario visivo che caratterizza questo lungometraggio come un film d’arte che sa arrivare al vasto pubblico parlando di giustizia e bellezza.

Sei bambine ci narrano un pezzo di storia contemporanea, nel racconto - evocazione della “vita agli arresti” di Aung San Suu Kyi leader del movimento per la democrazia in Birmania e Premio Nobel per la pace 1991. Un racconto - evocazione che prende vita all’interno di un magazzino per poi condurci in una spirale di luoghi dal sapore surreale e immaginifico che vede alternarsi alla presenza delle bambine, quella fondamentale di Aung San Suu Kyi, dei generali Birmani, dei Nat-fantasmi evocati e di molti altri protagonisti della storia.

 

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In diverse occasioni ci sono state rivolte domande circa la nostra posizione a proposito della situazione della minoranza Rohingya in Myanmar e dell'operato di Aung San Suu Kyi. A questo riguardo condividiamo totalmente il pensiero espresso da Giulio Gubert sottoforma di una lettera inviata ai maggiori quotidiani italiani (Quello che i salotti buoni dimenticano sul Myanmar), da Andrea Prada Bianchi nell'articolo pubblicato da Lettera43 (Suu Kyi, da paladina a capro espiatorio della crisi birmana) e da Albertina Soliani dell'Associazione per l'Amicizia Italia-Birmania.

 

 

 

 

DOSSIER FILM

FOTO UFFICIALI ALTA

FOTO UFFICIALI LIGHT





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