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fedeli d'Amore

polittico in sette quadri per Dante Alighieri


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fedeliangelo


foto di Enrico Fedrigoli


di Marco Martinelli

 

ideazione e regia Marco Martinelli e Ermanna Montanari

in scena Ermanna Montanari

musica Luigi Ceccarelli

tromba Simone Marzocchi

regia del suono Marco Olivieri

spazio e costumi Ermanna Montanari e Anusc Castiglioni

ombre Anusc Castiglioni

disegno luci Enrico Isola

tecnico luci e video Fagio

tecnico ombre Alessandro Pippo Bonoli

assistente luci Luca Pagliano 

setar persiano in audio Darioush Madani

realizzazione musiche Edisonstudio Roma

consulenza musicale Francesco Altilio, Giulio Cintoni, Cristian Maddalena, Mirjana Nardelli, Fabrizio Nastari, Giovanni Tancredi, Andrea Veneri

consulenza iconografica Alessandro Volpe

sartoria Laura Graziani Alta Moda

grafica e serigrafia su tessuto La Stamperia laboratorio artistico di Andrea Mosconi

elementi di scena realizzati dalla squadra tecnica del Teatro delle Albe

Alessandro Pippo Bonoli, Fabio Ceroni, Luca Fagioli, Enrico Isola, Dennis Masotti, Danilo Maniscalco, Luca Pagliano

organizzazione e promozione Silvia Pagliano, Francesca Venturi

ufficio stampa Rosalba Ruggeri

produzione Teatro delle Albe/Ravenna Teatro in collaborazione con Fondazione Campania dei Festival - Napoli Teatro Festival Italia e Ravenna Festival

 

15 | 16 | 17 giugno Napoli Teatro Festival Italia prima nazionale

 


Prima nazionale Napoli Teatro Festival Italia, 15 giugno 2018

Foto ad alta risoluzione (file zip 14293 Kb)
Calendario


RASSEGNA STAMPA

GALLERY FOTOGRAFICA

 

fedeli d’Amore è un “polittico in sette quadri”, un testo di Marco Martinelli “attorno” a Dante Alighieri e al nostro presente. A parlarci, nei singoli quadri, sono voci diverse: la nebbia di un’alba del 1321, il demone della fossa dove sono puniti i mercanti di morte, un asino che ha trasportato il poeta nel suo ultimo viaggio, il diavoletto del “rabbuffo” che scatena le risse attorno al denaro, l’Italia che scalcia se stessa, Antonia figlia dell’Alighieri, e “una fine che non è una fine”. Queste voci ci parlano del profugo, del poeta fuggito dalla sua città che lo ha condannato al rogo, e ora è sul letto di morte in esilio, a Ravenna, in preda a febbre malarica. La nebbia per prima si infila nelle fessure delle finestre e entra in quella cameretta, e ce lo descrive sulla soglia del passaggio estremo. Quelle voci sono sospese tra il Trecento e il nostro presente, e la scrittura di Martinelli accetta, e non da oggi, la sfida dantesca di tenere insieme “realtà” politica e metafisica, cronaca e spiritualità.

 

Amore è evocato come stella polare dei fedeli d’Amore, forza che libera l’umanità dalla violenza, che salva “l’aiuola che ci fa tanto feroci”. Le voci di questo “polittico” sono un’unica voce che ne sa contenere innumerevoli, quella di Ermanna Montanari: aria, fuoco, suono, materia. La drammaturgia porta il segno della scrittura ritmica, sonora, “corsara” di Marco Martinelli.

 

Questo “polittico” per il palcoscenico arricchisce l’itinerario che, insieme a Ravenna Festival, Martinelli e Montanari e il Teatro delle Albe hanno iniziato nel 2017 con Inferno, e che proseguirà nel 2019 e 2021 con le altre due cantiche della Divina Commedia.

fedeli d’Amore è un ulteriore tassello della loro incessante ricerca drammaturgica, vocale, musicale e visiva, insieme a sapienti come Luigi Ceccarelli e Marco Olivieri, Anusc Castiglioni e Simone Marzocchi; e si inserisce in quel solco dove centrale è l’alchimia vocale-sonora della figura.




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