L'opera
Figura archetipica, simbolo universale di ribellione, Antigone ci riporta al nostro presente stravolto da guerre e pretese di giustizia divina, interrogando il nostro senso di responsabilità e di giustizia. Dopo alcune commedie di Aristofane – l’ultima, Lisistrata, «colei che scioglie gli eserciti» – per inaugurare un nuovo quadriennio di collaborazione tra Ravenna e Pompei, Marco Martinelli propone per la prima volta una tragedia, Sofocle, lavorando con cento adolescenti su un’altra potente figura femminile, che disobbedisce e si rivolta contro le leggi ingiuste, e che mossa dall’amore sfida il mondo, per dare degna sepoltura al fratello Polinice contro la volontà del nuovo re di Tebe. E allora: chi sono i tiranni e i ribelli di oggi? quale è la nostra Tebe? quali sono le ingiustizie dei nostri tempi?
Crediti
drammaturgia e regia Marco Martinelli
assistenti alla regia Valeria Pollice, Gianni Vastarella, Vincenzo Salzano
musiche Ambrogio Sparagna
spazio e luci Vincent Longuemare
costumi Roberta Mattera
con la partecipazione degli studenti di Polo liceale “Ernesto Pascal” di Pompei, Istituto tecnico “Eugenio Pantaleo” di Torre del Greco, Istituto tecnico “Renato Elia” di Castellammare di Stabia, Liceo Artistico “Giorgio De Chirico” e Liceo “Pitagora – Croce” di Torre Annunziata
produzione Parco Archeologico di Pompei
in collaborazione con Ravenna Festival, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Collettivo LaCorsa
Prima nazionale: Pompei, Teatro Grande degli scavi, 22 maggio 2026